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“Rileggere non è ripetersi, ma dare una prova sempre nuova di un amore instancabile”

D. Pennac

“La tartaruga rilegge tre volte: una per sé; due per capir cos’è e la terza per raccontarla a te”

S. Benni

 

Quante volte abbiamo sentito i bambini chiederci di leggere ancora e ancora lo stesso libro (come di vedere e rivedere lo stesso cartone)? Anche se spesso per gli adulti la rilettura risulta noiosa quando non frustrante, si tratta invece di una pratica IMPORTANTISSIMA!

Perché per il bambino e’ utile ascoltare più volte la stessa storia?

 

– Perché vuole capirla meglio a livello cognitivo: “Rileggere per un bambino è importante quanto leggere. E’ la ripetizione, infatti, la chiave che permette di conoscere, assimilare, prevedere gli eventi e la realtà[1].  Il bambino inoltre può scoprire nuove interpretazioni del testo: “Ogni singola lettura offre possibilità diverse, schiude percorsi di senso inaspettati, rivela complessità e ambiguità che le prime letture non avevano svelato[2].

Ad ogni rilettura il bambino approfondisce la conoscenza e la comprensione della storia, rinforzando i significati acquisiti e aggiungendo informazioni non colte ad una prima lettura: ”Un libro si legge e rilegge molte volte, in modi diversi. Questa è la lettura attiva, la lettura plurale[3].

Capita anche a noi adulti di rileggere un libro o un articolo e scoprire qualcosa che non avevamo focalizzato la prima volta o di interpretarlo diversamente.

– Perché vuole com-prenderla meglio a livello emotivo. La rilettura svolge un ruolo di profonda rassicurazione per il bambino, consentendogli di affrontare anche testi complessi e inquietanti come le fiabe, grazie alla presenza calda dell’adulto. Inoltre, tramite la rilettura il piccolo può affrontare anche tematiche quotidiane e per lui difficili (per esempio: il distacco dalla mamma, la nascita di un fratellino, la rabbia, etc). “Durante la rilettura il bambino trova il coraggio di ‘aggredire’ le sue paure interiori, impara ad affrontare – seppure in forma ‘virtuale’ – le prove della vita, si abitua a gestire ed a controllare le proprie emozioni[4].

– Perché vuole prolungare il tempo di contatto ed intimità  rassicurante con l’adulto e il piacere di sentire ancora e ancora la voce confortante del genitore.

– Perché vuole anticipare  e pregustare con certezza i momenti di più grande divertimento o di massima tensione o timore, sapendo ormai cosa succede. “Rileggere è ripercorrere una strada già nota, anticipandone difficoltà e piaceri e vivendo, nel testo, una tensione nuova e diversa, perché priva dell’ansia del non sapere come andrà a finire la vicenda”.[5]

– Perché vuole memorizzarla e rassicurarsi ritrovando gli stessi personaggi e gli stessi eventi, in un’identica successione: “solo la ripetizione permette di conseguire, attraverso l’anticipazione (grazie alla memorizzazione – nda), una certa padronanza del testo[6]. Così la realtà diviene prevedibile per il piccolo, la può anticipare e richiamarla alla memoria quando gli serve. “La realtà che circonda un bambino piccolo è tutta nuova e da capire. La ripetizione è lo strumento che permette di dare ordine agli eventi, collocarli al posto giusto, dar loro un senso”. [7]

– Perché vuole ritrovare il piacere originario delle emozioni e sensazioni provate nella prima lettura. Nella rilettura “cerchiamo di rivivere dentro di noi le prime sensazioni e riusciamo a riviverle in una maniera molto particolare, perché contemporaneamente più sfumata ma anche più intensa: la nostalgia stessa è un piacere”[8].

– Perché vuole arricchire il proprio vocabolario.  Soprattutto i bambini in età prescolare godono di ogni momento di lettura e rilettura per soffermarsi sulle parole, sulla loro musicalità e ritmo, cercando di comprenderne i diversi significati, interrogando l’adulto e avviando conversazioni su di esse.

 

Modalità di rilettura

L’attività di rilettura può essere proposta ai bambini in modi diversi:

  1. Rilettura delle sole immagini senza conduzione né intervento dell’adulto. In questo caso, il libro viene manipolato dal bambino il quale è libero di soffermarsi dove desidera e per tutto il tempo che necessita. Il bambino può coinvolgere l’adulto ponendo domande su quanto accade o riesporre in modo spontaneo le vicende della storia;
  2. rilettura delle immagini come momento gestito dall’adulto, il quale attraverso domande-stimolo indirizza l’attenzione del bambino su alcuni punti salienti della storia. Il bambino può quindi raccontare a sua volta la storia o parti di essa, o focalizzare le emozioni dei personaggi;
  3. rilettura ad alta voce da parte dell’adulto solo del testo scritto. Può essere integrale o parziale, ovvero di parti interessanti e richieste dal bambino.

E’ consigliabile rileggere la storia con le stesse modalità della prima lettura soprattutto quando si procede ad una rilettura integrale del libro. Se invece si vogliono evidenziare punti salienti della storia è utile variare il ritmo, i silenzi, le pause di respiro in modo da coinvolgere maggiormente i bambini.

Concludo citando Enrica Freschi: “Si può dunque riconoscere alla rilettura una funzione determinante ai fini dello sviluppo armonico del piccolo perché interviene a livello cognitivo, aiutandolo a capire meglio le vicende; a livello linguistico, sviluppando il suo vocabolario; a livello emotivo-affettivo, stimolando in lui sicurezza e fiducia in se stesso attraverso il riconoscimento di sentimenti e stati d’animo: rafforza, dunque, il piacere di leggere”.[9]

 

 

[1] Cozza G. “Me lo leggi? Racconti, fiabe e filastrocche per un dialogo d’amore con il nostro bambino”, ed. Il Leone Verde, Torino, 2012

[2] Valentino Merletti R., “Racconti (di)Versi. Appunti e spunti sul leggere poesia ai bambini”, ed. Arnoldo Mondadori, Milano, 2000

[3] Bellenger R., “Saper leggere”, Editori Riuniti, Roma, 1980

[4] Blezza Picherle S. in “Lettura e narrazione nell’asilo nido”, a cura di Catarsi E.,ed. Junior, Bergamo, 2001

[5] Valentino Merletti R., “Leggere ad alta voce”, ed. Mondadori, Milano, 1996

[6] Vegetti Finzi S., citata da Blezza Picherle S. in “Lettura e narrazione nell’asilo nido”, a cura di Catarsi E.,ed. Junior, Bergamo, 2001

[7] Cozza G., op. cit.

[8] Detti E., “Il piacere di leggere”, ed. La Nuova Italia, Firenze, 1987

[9] Freschi E., “Il piacere delle storie. Per una ‘didattica’ della lettura nel nido e nella scuola dell’infanzia”, ed. Junior, Parma, 2013